Se muoiono le imprese, crolla tutto.

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La chiusura forzata, per oltre 50 giorni, imposta alle imprese dal governo italiano, le sta decimando e va ad aggiungersi agli annosi guai che contraddistinguono il sistema economico italiano, con la più alta pressione fiscale al mondo, la burocrazia bizantina, l’incertezza normativa, la lentezza della giustizia civile, il costo proibitivo dell’energia, l’inefficienza dei trasporti, l’assenza della banda larga, la carenza di infrastrutture.

 Chiunque conosca il funzionamento di un’azienda lo avrebbe potuto ragionevomente prevedere e prevenire, mettendo immediatamente in atto le contromisure. Purtroppo, ciò non è accaduto.

Le misure che avrebbero dovuto essere adottate contestualmente al c.d. “lockdown”, sono:

– sospensione per le imprese dei versamenti di imposte, tasse e contributi e di tutti gli adempimenti fiscali fino al 31 gennaio 2021, similmente al provvedimento del Regno Unito;

– restituzione delle  somme versate a titolo di acconto imposte per il 2019, in base al principio del loss carry back;

– riduzione di 20 punti della pressione fiscale sulle imprese per portare il il TTRC Total Tax Rate and Contribution sulle imprese italiane,  almeno, al livello della media UE:  EU 38%, Italia 59%;

– restituzione di tutti i crediti vantati dalle imprese nei confronti dello Stato italiano (53 miliardi al 2018);

– possibilità di compensare senza limiti i crediti fiscali vantati dalle imprese (circa 4 miliardi);

-sospensione del DURC fino al 31 gennao 2021;

– trasformazione del sussidio del reddito di cittadinanza in contributo alle imprese per la  assunzione e formazione, prevedendo per il beneficiario del RDC l’impossibiltà di rifiutare il lavoro offerto.

– reintroduzione del c.d “voucher lavoro” per i lavori occasionali e stagionali di tutti i settori.

Queste misure potevano essere adottate immediatamente, senza aspettare lunghi processi di riforma, ed avrebbero scongiurato la catastrofe economica che si sta prospettando per i prossimi mesi.

Un pensiero riguardo “Se muoiono le imprese, crolla tutto.

  • 18 Giugno 2020 in 12:33
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    Se muoiono le imprese, crolla tutto.

    La chiusura forzata per oltre 50 giorni, imposta alle imprese dal governo italiano, le sta decimando e e e va ad aggiungersi agli annosi guai che contraddistinguono il sistema economico italiano, con la più alta pressione fiscale al mondo, la burocrazia bizantina, l’incertezza normativa, la lentezza della giustizia civile, il costo proibitivo dell’energia, l’inefficienza dei trasporti, l’assenza della banda larga, la carenza di infrastrutture.
    Chiunque conosca il funzionamento di un’azienda lo avrebbe potuto ragionevolmente prevedere e prevenire, mettendo immediatamente in atto le contromisure. Purtroppo, ciò non è accaduto.

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